Come smartphone e tablet stanno cambiando il nostro modo di leggere

Come smartphone e tablet stanno cambiando il nostro modo di leggere

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Lo schermo dei telefoni cellulari ha cambiato una volta per tutte il nostro modo di leggere e, più in generale, di approcciarci ai libri: con gli smartphone, infatti, il movimento oculare segue una traiettoria diversa, tant’è che da orizzontale è diventato verticale, e poi anche la concentrazione ha subito profondi cambiamenti visto e considerato che un testo letto su uno smartphone ha caratteristiche differenti rispetto a quelle fatte proprie da una pagina di carta.

Un esempio in tal senso può essere la presenza di link. Insomma, il passaggio dalla carta al digitale non ha cambiato soltanto le nostre abitudini, ma ha modificato e sta modificando tutt’ora quella che è il nostro “approccio cerebrale” alla lettura. A giungere a queste conclusioni una ricerca condotta da Microsoft in Canada, che ha dimostrato come la nostra soglia di attenzione, dal 2000 ad oggi, sia sia ridotta di 4 secondi passando da 12 a 8 secondi. Con il cellulare in mano, in buona sostanza, siamo lettori più distratti rispetto a quanto non lo fossimo “nell’epoca dei libri”.

Ma al di là degli studi scientifici, che certamente sono utili per capire e confermare/smentire certe supposizioni, anche noi stessi ci saremmo sicuramente accorti di come la lettura da smartphone o da tablet abbia comportato innanzitutto una gestualità diversa rispetto a quella di un libro. E il cambio di gestualità, e quindi di organizzazione stessa della lettura, non è lampante solo da libro a smartphone, ma anche da device a device: il fatto è che non tutti i dispositivi elettronici sono uguali, tanto che uno smartphone da 5″ non può implicare certo la stessa gestualità prevista per un tablet da 12″!

A pesare in tutto ciò v’è un sostanziale immobilismo del libro stampato rispetto alle sfide della modernità: a parte alcune accortezze estetiche, un cambio di materiali e la scelta tra copertina morbida e copertina rigida, i libri non si sono evoluti granché rispetto a tanti anni fa, rispetto cioè a quando nacquero come alternative alle pergamene (parliamo di circa 2.000 anni fa).

Anche per questo motivo, ossia per dimostrare quanto il libro stampato sia in grado di reinventarsi e di affascinare, la Dutton Childrens Books, ramo di Penguin Random House focalizzato sui più giovani, ha deciso di presentare un nuovo formato di libri che richiama in maniera neanche tanto velata i flipbook.

L’idea è stata ispirata dai dwarsliggers, che sono libri olandesi molto famosi per via del loro volume: si tratta di libri davvero minuti in cui il testo, seguendo una traiettoria orizzontale, porta per forza di cose a quel gesto di flip a cui gli smartphone ci hanno assuefatto

I libri di Dutton hanno non a caso le dimensioni tipiche di uno smartphone e sono caratterizzati da pagine ultrasottili che rendono ogni volume estremamente fine e leggero, capace di essere “gestito” con una sola mano. I Penguin Minis sono la prima vera dimostrazione di libri di carta che tentano di incontrare il pubblico catturato dagli smartphone, e che nel tentativo di intercettare quel pubblico lanciano una sfida bella e buona alla prepotente avanzata dell’hi-tech.

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