Le riviste letterarie più autorevoli del mondo

Le riviste letterarie più autorevoli del mondo

the new yorker

Ci sono diverse ragioni che portano i lettori a scegliere una rivista letteraria anziché un’altra. Per esempio si può essere appassionati di un determinato giornalista, o si può apprezzare una linea editoriale piuttosto che un’altra, e così via: le ragioni che inducono gli utenti a prediligere una determinata rivista sono le più diverse. E nonostante sul mercato non manchino certo alternative, le riviste letterarie che possono fregiarsi di una certa notorietà non sono moltissime. Conosciamo quindi quali sono!

McSweeney’s è una rivista disponibile in formato cartaceo che nasce per volontà dello scrittore Dave Eggers. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento per i liberal, ossia per quella cerchia di intellettuali che spesso e volentieri viene bollata come “radical chic”. Originariamente era il luogo in cui gli scrittori emergenti approdavano per farsi conoscere, ma adesso la sua ambizione è diversa: diventare un punto di riferimento che possa fare scuola, e quindi accogliere a sé le menti più creative e le sfide più avanguardiste. Questa rivista ha quindi un tono ironico e fresco, dovuto anche all’influenza giocata da San Francisco, città in cui ha la sua sede.

Molto famoso è il The New Yorker, un nome che se non esistesse probabilmente non avrebbe neanche permesso alla letteratura contemporanea di far parlare di sé. Ogni settimana questa rivista raccoglie pensieri e racconti che diventano quasi una Bibbia per gli appassionati bibliofili. Basti pensare che il The New Yorker ha anche dato vita a un festival letterario in cui argomenti e personalità care alla rivista si incontrano e incontrano a loro volta i lettori.

Sempre a New York troviamo The Paris Review, rivista fondata nel 1953 che come dice il nome si ispira ai circoli letterari francesi, ossia alla loro capacità di combinare la letteratura a un contesto elegante e chic. Sfogliare le pagine di questa rivista significa immergersi in un mondo davvero affascinante, quasi onirico per coloro i quali hanno fatto della scrittura la loro missione di vita.

Poesie, storie brevi e giornalismo d’inchiesta trovano ospitalità nel Granta, una creatura molto diversa rispetto alle precedenti, se non altro perché prende le distanze dal radical chic e abbraccia ben più volentieri un taglio informale, pratico e aperto soprattutto agli aspiranti scrittori. Colonna portante del Granta è la scrittrice Zadie Smith, i cui editoriali ed i cui saggi sono ormai pane quotidiano per i fidati lettori.

Chi si spinge ancora più in là con l’informalità, tanto da farla diventare irriverenza, è il The Believer. Questa rivista, originale nella grafica e nei contenuti, è famosa anche per aver ospitato autori del calibro di Nick Hornby. Per un po’ di tempo è stata ferma, ma pare ci siano le condizioni giuste per vederla risorgere: in fondo bisognerà pur rifondare un’oasi in cui possano ritrovarsi gli amanti dei fumetti, dei saggi brevi e delle grafic novel!

E che dire di Salomelit, la rivista delle donne “pissed off”? Questa rivista è rivolta al pubblico rosa tanto da essere alla continua ricerca di nuovi volti e di nuove voci femminili: Salomelit è un esperimento interessante perché sa essere riottosa e sofisticata al tempo stesso, altro motivo per cui vale la pena sostenerla in questo suo momento di difficoltà (la redazione è alla ricerca di fondi).

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