Tunué lancia “Ariel”, la collana graphic novel che vuol superare gli stereotipi

Tunué lancia “Ariel”, la collana graphic novel che vuol superare gli stereotipi

tunuè

In casa Tunué è arrivata da poco una novità: il lancio di una nuova collana soprannominata Ariel, pensata dal direttore editoriale Massimiliano Clemente ma diretta dal punto di vista dello sviluppo tematico e del coordinamento artistico da Simona Binni, autrice Tunué sin dai suoi esordi. Ariel, come si legge nella presentazione del progetto, “intende diventare un luogo di incontro all’interno del quale autrici e autori possano aver modo di raccontare i temi cari alle donne, nel tentativo di dar vita ad uno spazio dove sia possibile mettere in comune un sentire declinato al femminile”.

In un mercato in forte espansione come quello del fumetto, Tunué ha quindi intenzione di proporre un progetto che non abbia timore di aprirsi al dialogo, né di approfondire temi se vogliamo ancora un po’ controversi come la differenza tra maschile e femminile. Tunué vuole in buona sostanza “mettere in discussione una cieca adesione a un mondo pieno di stereotipi e troppo spesso di dogmatici costrutti”.

Per quanto riguarda il nome, le decisioni sono convenute su Ariel perché trattasi di un termine che ci riporta alla commedia shakespeariana La Tempesta, dove Ariel rappresenta lo spirito dell’aria, privo di un genere sessuale ben definito. Ed è proprio questa ambiguità che in casa Tunué piace parecchio, tanto più in considerazione del fatto che questa collana deve effettivamente favorire l’immaginazione metaforica e ideale di un incontro tra il maschile e il femminile. Il nome dunque non è stato scelto a caso, ma è frutto di una ricerca ben ponderata e al tempo stesso molto interessante.

Tra gli autori a cui è già stato dato il via per l’inaugurazione di questa nuova collana figurano i nomi di Assia Petricelli e Sergio Riccardi, che nel 2014 hanno partorito “Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative”, pubblicato da Sinnos. Nella barca di Ariel ci sarà anche Luciana Cimino, di professione giornalista, e la disegnatrice Amalia Caratozzolo, che avrà il compito di raccontare la vita di Nellie Bly, prima giornalista investigativa nonché fondatrice del genere di giornalismo sotto copertura. Presenti, inoltre, il disegnatore Filippo Paris e la scrittrice e attivista lgbt Cristiana Alicata.

E’ chiaro però che la colonna portante di questo progetto sarà Simona Binni, a cui Clemente ha attribuito questo lieto incarico. “Lavoro con Simona dal 2014 – ha detto Clemente – e l’ho seguita nella realizzazione dei suoi libri per Tunué. Simona è una donna dotata di una forte personalità artistica, aiutata da una visione autorale che non è certo comune. Le ho affidato la progettazione di questa nuova collana convinto della sua attitudine e della sua poetica, che sono certo userà anche per gli autori coinvolti e che sono altrettanto certo traspariranno sin dai primi volumi che pubblicheremo”.

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